Breve guida di Buenos Aires per non perdersi nulla

Un itinerario quartiere per quartiere, con i monumenti principali, indirizzi, informazioni riguardo ad orari e costi, ristoranti e locali alla moda, curiosità e piccoli consigli che non troverete in nessuna guida ufficiale, per non perdersi nulla della città della furia.

Il Natale nell’emisfero sud

Passare il Natale al caldo è un desiderio di molti che vivono da questa parte del mondo, soprattutto di chi odia il freddo. L’idea di sostituire caminetti accesi, maglioni pesanti e zuppe calde con sole, infradito e gelato è una specie di desiderio esotico che ammetto di aver espresso anche io più di una volta, soprattutto quando all’ennesimo Capodanno terminato con il plaid davanti alla tv, mi immaginavo in bikini in riva al mare e con una caipirinha in mano. Ma è veramente così?

Bienvenidos a la Republica de La Boca, l’Italia a Buenos Aires

A Buenos Aires, il quartiere La Boca è stato abitato sin dalla fine dell’ 800 da immigrati italiani, soprattutto genovesi. Qui, dove vivevano ammassati nei “conventillos”, gli immigrati inventarono il tango e fondarono le squadre di calcio più importanti dell’Argentina: il River Plate ed il Boca Juniors.

7 posti che mi hanno lasciato senza fiato

Ho avuto la fortuna di visitare tanti posti bellissimi, ma solo alcuni mi hanno provocato i brividi, quei brividi piacevoli intendo, una sensazione che è un misto di incredulità e meraviglia che ti fa quasi salire le lacrime agli occhi e ti fa pensare: “wow! Non ci posso credere di essere qui!” Questa è la mia personale lista dei 7 posti che più di tutti mi hanno lasciato senza fiato.

I 30 anni, l’ansia e la crisi esistenziale

Noi trentenni di oggi, soprattutto noi donne, siamo state caricate di troppe aspettative, dai nostri genitori e dalla società in generale. Siamo state forse la prima generazione di ragazze alla quale è stato detto che è importante studiare, fare carriera, fare soldi e diventare “qualcuno”, ma allo stesso tempo, agli occhi della società, è importante trovare un marito, (“Dio ce ne scampi, mica vorrai rimanere zitella!”) fare dei figli ed avere una famiglia stile Mulino Bianco. La realtà è che solo pochissime di noi ci sono riuscite. La frustrazione che deriva dall’impossibilità di soddisfare le aspettative, ci porta a fare continui paragoni con i coetanei che ai nostri occhi ci sembrano “realizzati”, a chiederci cosa abbiamo sbagliato, cosa c’è che non va in noi.

Viaggi da femmina

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un articolo che parlava di “turismo al femminile”, in cui erano elencate le “destinazioni adatte ad una donna”. Non è la prima volta che mi capita di leggere articoli del genere, molti dispensano “consigli per partire da sola” (che il più delle volte elencano i soliti ammonimenti che…

10 cose stupide che ho fatto in viaggio

Ero indecisa se scrivere o meno questo articolo ed esporre così al mondo la mia ingenuità, raccontando di tutte quelle volte che, in viaggio, ho fatto qualcosa di stupido. Ok, non proprio tutte le volte, altrimenti non basterebbe un libro! Parlo di quegli errori che l’inesperienza, l’ingenuità e a volte la mia natura idealista, mi…

San Gil e Barichara: qui dove il tempo si è fermato

Ai piedi delle Ande colombiane, ma pur sempre a circa 1000 metri d’altitudine, si trova un piccolo gioiello incastonato in una natura lussureggiante, tra territori montuosi, alberi centenari, cascate imponenti e fiumi agitati. Si tratta di Barichara, uno dei pueblos più belli della Colombia centrale

Un museo per la memoria a Buenos Aires, la ex ESMA

Nella zona Nord di Buenos Aires, a pochi passi dallo stadio Monumental, dove nel 1978 l’Argentina vinse, non senza polemiche, la coppa del mondo di calcio, si trova il grande complesso dell’ESMA (Escuela Mecanica de la Armada), la Scuola Tecnica Militare, che dal 1976 al 1983 fu il più grande centro di detenzione illegale e…

Ricordi di Bogotà

Ricordo che atterrai all’aeroporto El Dorado di Bogotà in un plumbeo pomeriggio di Febbraio ed uscii in strada, un po’ disorientata per il viaggio, trascinandomi dietro ben due valigie enormi da 23 chili l’una. Non faceva così freddo come mi ero immaginata, dopotutto Bogotà viene definita “il frigorifero della Colombia”