10 posti sottovalutati che devi assolutamente visitare

Nella scelta di una destinazione di viaggio, siamo spesso influenzati dalle foto che vediamo su Instagram dei travel blogger più in voga, ritratti in pose fotografiche da modelli in luoghi esotici, stupendi e, guarda caso sempre poco affollati (o almeno così ci fanno credere). La realtà è che spesso quei posti di tendenza soffrono di overtourism: troppa gente che va negli stessi posti, nello stesso periodo, facendo le stesse cose, si traduce anche in troppo inquinamento. Perché quindi non scegliere delle destinazioni alternative ma altrettanto affascinanti? Ti lascio una lista di 10 luoghi che ho visitato senza avere aspettative troppo alte e che invece mi hanno letteralmente spiazzata per la loro bellezza ed unicità.

1. Ait-Ben-Haddou, Marocco

Su Instagram ho notato che una delle cittadine più in tendenza del Marocco è Chefchaouen, la città blu. Io ci sono stata e, non fraintendermi, è un villaggio delizioso, ma letteralmente preso d’assalto da turisti di tutto il mondo, in cui ogni cosa costa il doppio e anche solo passeggiare tra i vicoli, è diventato quasi impossibile, tra fotografi, modelli improvvisati e gruppi-vacanze. Se vuoi un’alternativa, molto meno conosciuta, ma altrettanto spettacolare, non lasciarti sfuggire Ait-Ben-Haddou. Si tratta di un antico villaggio fortificato costruito sulle pendici di una collina, sulle sponde del fiume Ourzazate e dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. La Ksar, o città fortificata, si trova lungo la strada del commercio che le carovane percorrevano attraversando il deserto del Sahara, dal Sudan fino a Marrakech ed è un esempio di architettura tradizionale del Marocco pre-sahariano, composto da un gruppo di edifici costruiti nel 1600 con materiali organici, tra cui fango rosso, dove ancora oggi vivono alcune famiglie. Qui la scenografia offerta dal paesaggio, che da lontano sembra un castello di sabbia con torri merlate, circondato da palme e colline color ocra e rosso, non a caso è stata scelta per le riprese di numerosi film di Hollywood, tra cui “Il Gladiatore” e “Alexander”. 

Ait-Ben-Haddou, Marocco

2. Il Deserto della Tatacoa, Colombia

Ti sto per parlare di un luogo unico sul pianeta Terra, uno dei posti più belli ed affascinanti che abbia mai visto, eppure uno tra i più sottovalutati e meno visitati, anche dagli stessi colombiani. Si trova nella regione di Huila, a circa 6 ore di viaggio dalla capitale Bogotà, e si tratta di un deserto, che in realtà deserto non è. Infatti,  il deserto della Tatacoa non è altro che un silenzioso bosco tropicale secco che ricopre una superficie di 330 km2. Pare che, al posto delle formazioni rocciose che vediamo oggi, circa 65 milioni di anni fa, ci fosse un immenso giardino ricco di piante e fiori. Poi, a causa delle bassissime precipitazioni, il territorio si è inaridito, le piante sono scomparse e, al loro posto, Madre Terra ha modellato un capolavoro di un’incredibile bellezza: una vasta depressione montuosa, un paesaggio scolpito dal vento, che ha creato forme e colori di ogni tipo. La Tatacoa è il nome di un serpente a sonagli velenosissimo che abitava da queste parti tempo fa, ma pare che non se ne vedano quasi più.

Per altre foto ed informazioni sul deserto della Tatacoa leggi il mio articolo: Il deserto-non deserto della Tatacoa

Deserto della Tatacoa, Colombia

3. Salta e il Nord Ovest dell’Argentina

Se la chiamano Salta “la linda”, cioè “la bella”, un motivo ci sarà no? Siamo 1485 chilometri a nord di Buenos Aires, in una regione molto conosciuta tra gli argentini, ma poco, purtroppo, dal resto del mondo. Infatti ho notato che la maggior parte dei turisti stranieri che visitano l’Argentina preferiscono avventurarsi verso il sud del Paese, per raggiungere i grandi ghiacciai della fine del mondo. Pochi invece optano per un tour del NOA, il Nord Ovest Argentino, la regione andina del Paese. Un vero peccato, perché secondo me si tratta di una delle zone più ricche di storia e bellezze naturali del pianeta. Proprio qui infatti inizia il Cammino dell’Inca, che collegava l’attuale Argentina con la Bolivia ed i territori Peruviani fino al cuore dell’impero a Cuzco. Qui troverai montagne coloratissime, canyon, deserti di sale, fiumi e paesaggi da sogno e sentirai il sapore dell’America Latina autentica, quella in cui le donne raccolgono i capelli neri liscissimi in lunghe trecce e gli uomini masticano foglie di coca sotto il sole cocente.

Leggi l’articolo sul NOA: L’altra Argentina: il Nord-Ovest

La montagna dei Sette Colori, Purmamarca, Argentina

4. Il Cilento, Italia

Offuscato dalla più famosa Costiera Amalfitana, regina indiscussa della Campania, il Cilento, che inizia subito dopo, scendendo verso il sud del Paese, gode di un relativo anonimato. Infatti, non è mai tra le mete turistiche più gettonate d’Italia. Peccato, perché si tratta di una zona tra le più incontaminate del Paese, ricca di storia e meraviglie naturali, con spiagge dalle acque cristalline, paesini affascinanti arroccati sulle montagne e promontori rocciosi dai panorami mozzafiato. Paestum, il gioiello della Magna Grecia, con gli imponenti templi ancora splendidamente conservati, la deliziosa cittadina di Castellabate, situata in cima ad una montagna a strapiombo sul mare, Marina di Camerota, una delle località balneari più belle del sud Italia, sono solo alcune delle tappe obbligatorie di un tour del Cilento.

Per approfondire leggi: 5 posti da non perdere nel Cilento

i templi di Paestum

5. Barichara, Colombia

Ai piedi delle Ande colombiane, ma pur sempre a circa 1000 metri d’altitudine, si trova un piccolo gioiello incastonato in una natura lussureggiante, tra territori montuosi, alberi centenari, cascate imponenti e fiumi agitati. Si tratta di Barichara, uno dei pueblos più belli della Colombia centrale, situato nel dipartimento di Santander, nella parte nord-orientale delle Ande. Questo piccolo villaggio di poco più di 7000 anime, rappresenta la Colombia più autentica, in cui il tempo scorre lentamente e la gente vive serena nelle tipiche casette bianche dai balconi in legno.  Barichara, pur avendo tre secoli di storia (fu fondata nel 1705) è rimasta incontaminata nella struttura coloniale. Qui i contadini lavorano nelle piantagioni di cacao, ananas o tabacco, i bambini giocano a pallone per le strade acciottolate e gli anziani siedono sui marciapiedi a chiacchierare e ad osservare il mondo che passa. Un mondo in bilico tra sogno e realtà, quasi sospeso nel tempo, un villaggio dall’aria antica, in cui passeggiare è piacevole e rilassante. Gustati un gelato al cocco per pochi pesos o un caffè dal delicato gusto colombiano, cammina fino al “mirador” per una vista mozzafiato sulla vallata e rilassati in uno dei numerosi b&b del centro, magari su un’amaca appesa tra gli alberi centenari “barbuti”, dalle fronde lunghissime, tipici di questa zona.

Leggi l’articolo completo su Barichara: San Gil e Barichara: qui dove il tempo si è fermato

6. Rincón del Mar, Colombia

Rimaniamo in Colombia, ma dalle Ande passiamo alla costa caraibica. Il paesaggio cambia completamente così come la popolazione. I villaggi della costa cono abitati dalla comunità afro-discendente della Colombia, l’atmosfera diventa “caliente”, il ritmo afro invade ogni strada, il clima si fa afoso ed il caldo diventa umido. A pochi chilometri dalla famosa Cartagena de Indias ci immergiamo in un paesaggio verde e lussureggiante, caratterizzato dalla vegetazione tipicamente tropicale, palme da cocco e banani, percorriamo una strada sterrata e fangosa, finché non raggiungiamo un villaggio di pescatori che sorge su una spiaggia bianchissima. Un villaggio fatto di piccole casette dal tetto di paglia il cui nome è molto suggestivo: “Rincon del Mar” cioè “angolo di mare”. Qui le strade sono di sabbia e mentre gli uomini sono a pesca, le donne sono affaccendate nei lavori domestici che vengono sbrigati all’aperto. I bambini giocano a calcio o ballano per le strade sabbiose e la musica invade ogni angolo del villaggio. Pochi chilometri al largo della costa, le meravigliose isole di San Bernardo del Viento, immerse nel Mar dei Caraibi, valgono la pena una visita.

Per conoscere la mia avventura ai Caraibi leggi: Un po’ d’Africa in Colombia

Rincon del Mar

7. Colonia del Sacramento, Uruguay

L’Uruguay, schiacciato dagli ingombranti vicini, l’Argentina a sud ed il Brasile a nord, è quasi del tutto ignorato dal turismo mondiale. Eppure è un Paese ricco di storia e di piccoli tesori come Colonia del Sacramento, la città più antica dello Stato. Fondata nel 1680 dai portoghesi, venne in seguito reclamata dagli spagnoli che avevano fondato colonie sulla riva opposta, a Buenos Aires. La colonia continuò a passare di mano in mano tra le due corone, fino all’indipendenza dell’Uruguay nel 1828. Il Barrio historico, il quartiere storico, è stato definito patrimonio storico dell’umanità dall’UNESCO. Le sue strade acciottolate, i lampioni che di sera emanano una luce soffusa simile a quella delle candele, le auto d’epoca che ancora sono esposte nelle strade principali, donano all’atmosfera vintage e retro di questa cittadina un tocco di magia. La dominazione portoghese ha lasciato inoltre la consuetudine di adornare le facciate delle case con gli azulejos, delle piastrelle di ceramica dipinte di azzurro. Prendere un caffè in uno dei bar di Plaza Mayor, o godersi una paella di mariscos in un ristorantino con vista sul Rio de la Plata è sicuramente tra le cose da non perdere. Colonia si può visitare tranquillamente in giornata, ma non puoi lasciarla prima di ammirare uno dei tramonti più scenografici di tutto l’emisfero australe. Il calar del sole sul Rio de la Plata è uno spettacolo unico e appena scende l’oscurità, se il cielo è limpido, in lontananza si intravedono le luci di Buenos Aires.

Scopri di più sull’Uruguay: Uruguay: la Svizzera del Sudamerica

8. Pavia, Italia

La prima città che ho visitato l’estate scorsa, appena finito il lockdown è stata Pavia e ne sono rimasta inaspettatamente colpita. In realtà ci sono passata per caso, diretta a Torino, e mi sono fermata solo qualche ora a fare un giro per il centro. Situata a pochi chilometri da Milano, Pavia si gira facilmente a piedi o i bicicletta. Da non perdere il maestoso castello Visconteo, la bellissima Piazza della Vittoria, cuore pulsante della città, con i bar ed i tavolini all’aperto, il Duomo con l’imponente cupola ottagonale in muratura alta 92 metri (una tra le più grandi d’Italia) ed infine il Ponte Coperto, che collega le due sponde del fiume Ticino. Una bellissima scoperta!

9. San Pedro de Atacama, Cile

La cittadina di San Pedro de Atacama sorge ai piedi del vulcano Licancabur, ed è la porta al deserto più arido del mondo, il deserto di Atacama. Gli scenari attorno a San Pedro sono tra i più spettacolari non solo di tutto il Cile, ma oserei direi di tutto il mondo: vulcani, geyser, paesaggi lunari creati dalle formazioni rocciose rendono questo paesaggio veramente unico. Tra le cose che più mi hanno colpito sicuramente ci sono i Geyser del Tatio, il campo geotermico più alto del mondo ed il più grande dell’emisfero australe, e le Lagunas Escondidas, sette lagune salate, dall’acqua cristallina, situate in mezzo ad una distesa di sale, un vero e proprio paradiso turchese e bianco. Pensa che qui si trova un ambiente unico sulla Terra, la “Cordigliera del Sale”. Le formazioni rocciose e le distese di sale richiamano scenari alieni, tanto che la Nasa ha individuato in questa regione arida e calda forti similitudini con alcune zone del pianeta rosso e nel 2003 una squadra di ricercatori ha riprodotto qui gli esperimenti e le prove effettuati dai veicoli spaziali Viking 1 e Viking 2 sul pianeta Marte per verificare la presenza di vita, non riuscendo ad individuarne alcuna in questa zona del deserto.

Scopri di più su San Pedro de Atacama qui: Cile, il deserto di Atacama

10. Le Langhe, Italia

Sebbene stiano diventando abbastanza di tendenza, ho deciso comunque di inserirle nella lista, perché le colline delle langhe creano degli scenari incredibili che vale la pena vedere almeno una volta nella vita, soprattutto durante la vendemmia, quando i vigneti sono verdi ed i grappoli d’uva maturi. A meno di un’ora di distanza da Torino, le Langhe sono un’ottima occasione per un tour enogastronomico della cucina piemontese. Tra vini pregiati, come il Barolo e il Barbaresco, il tartufo bianco d’Alba e la nocciola “tonda gentile” famosa in tutto il mondo, qui c’è solo da mettersi comodi e preparare il palato ad un’esplosione di gusti. La zona da non perdere è quella compresa tra i comuni Grinzane Cavour, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo e La Morra.

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