5 posti da non perdere nel Cilento

Offuscato dalla più famosa Costiera Amalfitana, regina indiscussa della Campania, il Cilento, che inizia subito dopo, scendendo verso sud, gode di un relativo anonimato. Infatti, non è mai tra le mete turistiche più gettonate d’Italia. Peccato, perché si tratta di una zona tra le più incontaminate del Paese, ricca di storia e meraviglie naturali, con spiagge dalle acque cristalline, paesini affascinanti arroccati sulle montagne e promontori rocciosi dai panorami mozzafiato. Quest’anno, con la mia famiglia, abbiamo deciso di evitare aerei, treni ed altri mezzi pubblici, a causa della pandemia, e per la prima volta dopo anni, abbiamo rimesso in moto il nostro vecchio camper, compagno di tante avventure durante la mia adolescenza. Abbiamo iniziato così un viaggio verso il sud della Campania. Un itinerario di una settimana in cui ci siamo immersi appieno nella cultura cilentana, contaminata nei secoli dal passaggio di diverse popolazioni: Greci, Lucani, Romani, Arabi, Saraceni, Spagnoli, per citarne alcuni. Un mosaico di civiltà che permeano tutta la storia di questa zona.

Prima di tuffarci nelle meraviglie del Cilento, non posso evitare, dal momento che ho fatto il liceo Classico (e che sono anche un po’ secchiona), di raccontarvi un pezzetto di storia. L’origine del nome deriva dal latino “Cis Alentum”, letteralmente “al di là dell’Alento”, un fiume della Campania che sfocia tra Ascea e Casal Velino in un territorio collinare e montuoso. Infatti inizialmente il territorio era molto meno esteso, e comprendeva solo l’entroterra, oggi si estende anche alle zone costiere, partendo da Salerno, fino all’estremo sud della regione. Conosciuta come la “terra del mito“, l’intera zona fu una parte importante della Magna Grecia. Proprio nel Cilento, precisamente ad Elea, nacque la più grande scuola filosofica dell’antichità, ovvero la Scuola Filosofica di Parmenide, risalente al V secolo a.C., la scuola che diede i natali a Zenone, famoso per il paradosso di Achille e la tartaruga (per chi ha fatto gli studi classici, è un must). Ma non finisce qui, il fiorente centro cilentano ospitò la Scuola Eleatica di filosofia e quella medica da cui trarrà origine l’importante Scuola Medica Salernitana, punto di partenza per la moderna medicina occidentale. La bellezza di queste coste, ispirò poeti e cantori di ogni tempo: in questi scenari si svolgono vicende legate a molti dei miti greci e romani, come ad esempio il mito dell’ isola delle sirene, nell’Odissea o il mito di Palinuro, il nocchiero di Enea, nell’Eneide (liceo classico docet).

1. Paestum

Il gioiello della Magna Grecia, Poseidonia, cioè la terra di Poseidone, come venne chiamato dai greci (il nome fu cambiato dai romani in Paestum), è una tappa obbligatoria per chi si reca nel Cilento. Arrivare al cospetto degli immensi templi dorici di Hera, Atena e Poseidone è un’esperienza direi quasi mistica, un vero e proprio tuffo nel passato. Realizzati tra il 530 e il 450 a.C., i templi sono ancora splendidamente conservati. Il biglietto d’ingresso al parco archeologico comprende la visita al museo in cui è conservata la famosa “Tomba del Tuffatore”, un manufatto dell’arte funeraria della Magna Grecia di rilevante valore storico e artistico, dal momento che si tratta dell’unica testimonianza di pittura greca figurativa nota.

2. Castellabate

Situato in cima ad una collina a strapiombo sul mare, il piccolo borgo di Castellabate con poco più di 8.000 abitanti, è un piccolo gioiello dal fascino meridionale, non per niente è stato scelto come set cinematografico per il film “Benvenuti al Sud”. Dal centro storico si ha una vista mozzafiato sul mare e sulla località balneare di Santa Maria, piccola frazione molto caratteristica, dominata da Palazzo Perrotti e dalla Torre Pagliarola. Spingendo lo sguardo verso l’orizzonte, se il cielo è limpido, è possibile vedere il golfo di Sorrento e l’isola di Capri. Vi avviso, la strada non è il massimo, specialmente per chi soffre il mal d’auto, dal momento che è molto ripida e piena di curve e tornanti, ma una volta raggiunta la terrazza panoramica, sarete ripagati di ogni sofferenza. Noi siamo andati in autobus, dopo aver parcheggiato il camper nella località di San Marco, piccolo villaggio di pescatori ai piedi di Castellabate che si sviluppa intorno al suggestivo porto. Da lì è possibile percorrere un sentiero a strapiombo sul mare, tra ulivi e piante grasse, fino a raggiungere le spiagge sia rocciose che sabbiose.

3. Acciaroli

Acciaroli è uno dei più caratteristici paesi costieri del Cilento, una località pittoresca che si sviluppa intorno al porticciolo sempre pieno di barche ormeggiate, e lungo il quale è possibile passeggiare o fermarsi a mangiare in uno dei ristoranti che si affacciano su di esso. Si dice sia il posto che abbia ispirato Ernest Hemingway nella stesura del romanzo “Il vecchio e il mare”. Per questo motivo è in corso una diatriba tra la città cilentana e Key West in Florida, resa celebre proprio dallo scrittore.

4. Capo Palinuro

Un promontorio roccioso che scende a picco sul mare creando numerose grotte, visitabili in barca, come la Grotta Azzurra, dal colore indescrivibile, o Cala Fetente, chiamata così per l’odore non proprio piacevole che la caratterizza, dovuto alla presenza di zolfo in grandi quantità. Capo Palinuro è caratterizzata da numerose baie, come la Baia del Buon Dormire e spiagge tranquille come quella dell’Arco Naturale dove è possibile prendere a noleggio un pedalò per scoprire posti altrimenti inaccessibili. Un luogo pieno di miti e leggende che hanno sempre affascinato i viaggiatori di ogni epoca, al punto che lo stesso Virgilio ne parla nell’Eneide.

5. Marina di Camerota

Incastonata tra promontori rocciosi a strapiombo sul mare, ai piedi di colline disseminate di torri saracene ed estesi uliveti secolari, sorge Marina di Camerota, il centro abitato più meridionale della Campania e una delle località balneari più belle del Cilento (sicuramente una delle mie preferite in questo viaggio). Caratterizzata da una costa frastagliata e rocciosa che qua e là si apre su piccole spiagge sabbiose dal mare turchese e limpidissimo, Marina di Camerota è immersa nel Parco naturale del Cilento e protetta dall’Unesco quale patrimonio mondiale dell’umanità. Da non perdere la Baia degli Infreschi, chiamata anche Porto Infreschi, una piccola cala che si affaccia su un mare cristallino, vincitrice nel 2014 del premio per la spiaggia più bella d’Italia Legambiente.

Curiosità

Sapevate che il Cilento è la culla della dieta mediterranea? Nel 1945 il medico epidemiologo e fisiologo americano Ancel Keys sbarcò a Salerno con il contingente americano e rimase affascinato dall’alimentazione e dallo stile di vita degli abitanti del Cilento. Durante la sua permanenza in molti paesi del mondo come Grecia, Finlandia, Giappone, Spagna, Sud Africa e Italia, si era accorto che la popolazione del Mediterraneo era meno esposta a malattie cardiovascolari e attribuì la causa al loro regime alimentare che chiamò appunto dieta mediterranea. Ancel Keys si stabilì nel Cilento, a Pioppi, un villaggio di pescatori del comune di Pollica, da lui ribattezzata Minnelea, per rendere omaggio alla sua città natale, Minneapolis. Qui studiò le abitudini alimentari degli abitanti osservando gli effetti benefici della dieta locale sulla salute della popolazione e quindi avvalorando le ipotesi che la dieta mediterranea fosse in grado di aumentare la longevità di chi la seguiva. La dieta , intesa come stile di vita, si basava sul consumo di amidi (pane e pasta), cibi vegetali (frutta, cereali, ortaggi di stagione, legumi) , olio di oliva e qualche variazione verso pesce e carne. Tornato in patria Keys cercò di diffondere le abitudini alimentari della dieta mediterranea anche negli Stati Uniti, proponendo cereali, verdure, frutta, pesce e olio di oliva in alternativa a una dieta troppo ricca di grassi, proteine e zuccheri.

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