5 motivi per cui amo Torino

Lo ammetto, non conoscevo Torino fino ad un paio di anni fa. Anzi, ad essere sincera, quando avevo circa 14 anni, sono stata al museo Egizio in gita scolastica, ma non mi è rimasto in testa praticamente nulla di quel viaggio: organizzato male ed in fretta, fu una “toccata e fuga” della quale ricordo solo la pioggia ed il viaggio lunghissimo in autobus. In seguito non avevo più avuto occasione né sentito minimamente la necessità di tornare in quella città che mi era parsa fredda e grigia, fino a maggio del 2018, quando mia zia e mia cugina mi proposero di andare al Salone del Libro. Mi parve un’ottima idea per provare a riscattare l’immagine della città sabauda che mi ero creata in testa, ma senza troppe aspettative, (perché in fondo anche noi del centro-sud siamo pieni di pregiudizi nei confronti delle città del nord). Non potevo sapere che quello sarebbe stato solamente il primo di altri innumerevoli viaggi nel capoluogo piemontese. Ecco una breve lista di cinque caratteristiche di Torino che mi hanno fatta innamorare con il tempo:

Vista su Torino, Piazza Vittorio e la Mole, dal Monte dei Cappuccini

1. L’eleganza e la lucentezza

Ricordo quale fu la prima cosa che subito mi colpì: la bianchezza. Abituata alle città medioevali, come Bologna, dove ho vissuto per un periodo, così scure, cupe e dalle pareti color mattone, che non riflettono la luce del sole, rimasi meravigliata dai colori tenui dell’architettura barocca torinese. Le strade grandi, luminose ed i portici così eleganti mi conquistarono subito. Lo stile quasi imperiale della città mi ricordò Vienna o Versailles, anche se, come scoprii più tardi, Il carattere alto-borghese di Torino è solo uno dei tanti lati di questa città così eclettica. Durante quella seconda (diciamo anche prima) visita, tornai al Museo Egizio, interamente dedicato alla civiltà nilotica e considerato il più importante del mondo per valore e quantità di reperti dopo quello del Cairo, poi visitai il museo del Cinema, originale e interattivo, uno dei musei più visitati al mondo, e salii in cima alla Mole Antonelliana, il simbolo della città, da non perdere assolutamente, soprattutto per la vista che offre di Torino dall’alto. Infine approfittai del sole per fare una passeggiata nel Parco del Valentino che costeggia il Po. Il parco fu una piacevole sorpresa, soprattutto rimasi affascinata dalle installazioni artistiche davvero particolari nell’area del giardino roccioso, come i due lampioni innamorati.

2. La spirito giovane e bohémien

Destino volle che, pochi mesi più tardi, mia sorella venisse presa alla facoltà di Studi Orientali dell’università di Torino. Da buona sorella maggiore, toccò a me accompagnarla ed aiutarla con il trasferimento. In quell’occasione rimasi un paio di settimane durante le quali camminai tantissimo per tutta la città nell’attesa che mia sorella terminasse le lezioni e frequentai molto la zona universitaria. Scoprii così il lato più bohémien e anticonformista di Torino, entrando in una dimensione nuova, che non mi aspettavo di trovare e che mi conquistò definitivamente. Scoprii San Salvario e Santa Giulia, le zone dell’aperitivo, piene di bar e locali, il Quadrilatero Romano, e il suo dedalo di stradine strette. Rimasi affascinata dalla Torino notturna di Piazza Vittorio Veneto, la più estesa di Torino, nonché una delle piazze più grandi d’Europa, sempre affollatissima, piena di birrerie, ristoranti e pizzerie. Passeggiai per Porta Palazzo, dove c’è il mercato più grande e più fornito della città e per il quartiere Borgo Dora, un tempo sede delle concerie e dei mulini più importanti della regione, che oggi ospita ogni sabato il mercato del Balon e ogni seconda domenica del mese il Grand Balon (la versione più estesa), storico mercato dell’usato e dell’antiquariato di Torino, meta di collezionisti e turisti curiosi. Una curiosità: balon in dialetto piemontese significa pallone, infatti proprio lì, tra le bancarelle, vi è un grande pallone aerostatico, il Turin Eye, dal quale si può godere di una vista panoramica mozzafiato.

3. La semplicità nel raggiungere qualsiasi posto

Frequentando Torino, ho avuto la fortuna di conoscere persone gentilissime e super ospitali. Ho notato che, sebbene Torino sia una grande città, vi si respira piuttosto un’aria da paesino, un’atmosfera molto diversa da quella ben più frenetica della sua vicina e più internazionalmente famosa Milano. Risulta piacevole camminare per il centro, ed è molto semplice raggiungere i punti turistici a piedi. Arrivando in treno, basta lasciarsi la stazione di Porta Nuova alle spalle e andare sempre dritti per ritrovarsi dopo una decina di minuti in Piazza San Carlo, inconfondibile con le sue due chiese gemelle barocche, una delle piazze più eleganti che esistano, non per niente definita “il salotto di Torino”. Continuando ad andare sempre avanti, lungo i portici di Via Roma, in pochi minuti, se non ci si distrae con le vetrine dei negozi, si raggiunge Piazza Castello, dove si affacciano le principali attrazioni della città: il Palazzo Reale, dimora della storica famiglia dei Savoia, dietro al quale si trova un grande parco con tanto di sedie sdraio dove poter prendere il sole e rilassarsi, il Teatro Regio, uno dei teatri più rilevanti nel panorama internazionale, Palazzo Madama, che oggi ospita moltissime mostre d’arte e la famosa Cappella della Sacra Sindone. Una volta arrivati qui si può scegliere se prendere Via Garibaldi per visitare il quadrilatero romano o scendere per Via Po fino a Piazza Vittorio Veneto, che si apre immensa sul fiume e proseguire costeggiando il Po, fino al parco del Valentino e al Borgo Medievale, la ricostruzione fedele di un piccolo villaggio con tanto di mura, ponte levatoio, botteghe artigiane ed un castello visitabile. Se invece, da Piazza Vittorio si attraversa il Po, dopo aver superato la Gran Madre, maestosa chiesa in stile neoclassico, è possibile salire fino al Monte dei Cappuccini per avere una delle viste panoramiche più suggestive della città. Se la giornata è limpida (e smog permettendo), si vedono nitidamente le Alpi che incorniciano la città.

4. I locali storici e quelli estrosi

Quando posso, approfitto del fatto che mia sorella vive lì, per fare un salto in quella che ormai è diventata una delle mie città preferite. Insieme abbiamo scoperto diversi locali ai quali ormai siamo affezionate, come Roses and Tea, una sala da tè, dove oltre ad avere un assortimento incredibile di tisane di qualsiasi tipo e nazionalità, servono delle cheesecakes favolose (inoltre, per me acquista punti in più perché uno dei proprietari è argentino, quindi non mancano mai torte farcite col dulce del leche, che io adoro!) Ma il punto di forza del locale è sicuramente l’allestimento degli interni, con un’intera parete completamente ricoperta di rose davanti alla quale chiunque cede alla tentazione di posare per una foto. Per provare invece il “bicerin”, tipica bevanda calda torinese a base di caffè, cioccolato caldo fuso e crema di latte, il locale migliore è appunto Caffè al Bicerin, aperto dal 1763, e custode gelosissimo della ricetta originale di questa bevanda deliziosa. Il locale, famoso per essere il preferito di Camillo Benso Conte di Cavour, è rimasto praticamente intatto da allora, con tavoli in marmo, piatti di porcellana e cucchiai d’argento.

P.S. visto che siamo in tema golosità, se siete in Piemonte non potete perdervi gli agnolotti del Plin, speciale pasta ripiena con la carne caratteristica principalmente della zona delle Langhe e Monferrato. Il termine “plin” significa “pizzicotto” e sta ad indicare il gesto del pizzicare la pasta con le dita per chiudere gli agnolotti. Io li ho mangiati per la prima volta a Moncalieri, un paesino appena fuori da Torino, nell’osteria che si trova proprio sulla piazza: La Cadrega, che consiglio vivamente.

5. La regalità

Durante le mie visite in Piemonte, ho avuto l’occasione di fare anche delle gite fuori Torino. Da non perdere, a pochi chilometri dalla città: la Basilica di Superga, imponente e visibile anche dal centro di Torino. La chiesa barocca è stata protagonista di un evento terribile: il 4 Maggio del ’49 un aereo con a bordo la squadra del Grande Torino, si schiantò contro il muraglione posteriore della basilica. Ancora oggi, tifosi e non, lasciano biglietti, maglie, sciarpe e striscioni sul luogo dell’incidente in omaggio ai 31 deceduti. Pochi chilometri a nord di Torino la meravigliosa Reggia di Venaria, una delle residenze sabaude con i suoi giardini immensi, vanta alcune tra le più alte espressioni del barocco universale. Infine, da non perdere la Palazzina Reale di Caccia di Stupinigi, considerata tra i più spettacolari complessi settecenteschi europei.

Curiosità che forse non sapevate su Torino:

  • Circolano due ipotesi riguardo l’origine del nome: secondo alcuni deriverebbe dal territorio che circonda la città, cioè le montagne. La sua etimologia infatti ha origine dalla radice indoeuropea “taur”, a sua volta derivata dal greco “oros”, cioè montagna. Esiste poi un’ipotesi più leggendaria, secondo la quale la zona era in balia di un drago che terrorizzava gli abitanti, e che finalmente venne sconfitto da un toro. La popolazione del villaggio prese quindi questo nome in onore del toro.
  • A Torino è nata la prima metropolitana italiana senza conducente: la linea 1. Collega Collegno e il Lingotto e attraversa anche le frequentatissime Porta Susa e Porta Nuova.
  • Nel Marzo del 1896 proprio a Torino venne proiettato per la primissima volta in Italia un film sul grande schermo.
  • La gianduia nacque a Torino nel 1806, quando Napoleone bandì tutti i prodotti provenienti dalla Gran Bretagna e dalle sue colonie e i cioccolatai torinesi dovettero trovare un’alternativa al cacao. Scelsero così la nocciola tonda gentile delle Langhe, oggi prodotto IGP.
  • Torino è considerata la città più esoterica d’Italia ed è anche soprannominata “la città magica”. Infatti Torino sarebbe uno dei vertici di due triangoli magici: da una parte quello di magia bianca insieme a Lione e Praga, dall’altro quello di magia nera, con Londra e San Francisco. Inoltre il 45° parallelo passa per il centro della città e questo accumulerebbe una grande quantità di magia positiva. Esiste addirittura un tour specifico chiamato “Torino Magica” che cerca dei collegamenti esoterici tra i vari luoghi e monumenti della città.
I Murazzi, cioè gli approdi e le rimesse delle barche sulla sponda ovest del Po, in prossimità del centro storico di Torino

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