7 viaggi che hanno deluso le mie aspettative

Ogni volta che pianifichiamo un viaggio, lo viviamo prima nella nostra testa. Ci informiamo, leggiamo guide e blog sulla destinazione sognata, guardiamo le foto su Instagram (che poi si sa, non racconta mai la realtà) e ci costruiamo delle enormi aspettative. Poi finalmente partiamo credendo di trovare ciò che abbiamo visto sulle foto delle brochure ma… sorpresa! La realtà non è mai come ce l’aspettavamo. A volte mi è capitato di rimanere positivamente sorpresa, ma altre volte la delusione è stata grande. Ecco le destinazioni che più mi hanno lasciata insoddisfatta (ovviamente la lista è personale, tenete conto delle motivazioni piuttosto):

1. Caraibi, San Andrés, Colombia

San Andrés, 2015

Sicuramente la pessima scelta di andare su un’isola “paradisiaca” durante il periodo delle piogge ha influito parecchio, rimane il fatto che, acquazzoni a parte, dai Caraibi io mi aspettavo molto di più! Sì, è vero, la sabbia è bianca, il mare azzurro (ma non batte quello della Sardegna), le palme di cocco ci sono e anche caimani e lucertoloni strani che passeggiano tranquilli per la spiaggia. Però il mare, tranne in alcune spiagge più riparate, è quasi sempre mosso, perché ci troviamo comunque su un’isoletta in mezzo all’oceano, e non sempre è possibile entrare in acqua perché in alcuni punti le correnti possono essere molto pericolose. Inoltre, un po’ come succede in ogni posto turistico anche in Europa, in qualsiasi momento qualcuno prova a venderti qualcosa, un tour in barca, una gita in gommone, un giro sulla banana gonfiabile. La sera il lungomare si trasforma in una specie di litorale adriatico, con locali e discoteche che si susseguono. Non che io abbia nulla contro le discoteche, ma non era proprio il tipo di atmosfera che mi sarei aspettata su un’isola caraibica. Per il resto, l’isola non ha molto altro da offrire, si può affittare una macchina elettrica, o un motorino e fare tranquillamente il giro dell’isola impiegando meno di una giornata. Trovate l’articolo completo sul mio viaggio a San Andrés qui.

2. Bogotá, Colombia

Non che io avessi grandi aspettative su Bogotá, semplicemente accettai un lavoro e mi trasferii nella capitale colombiana per qualche mese, ma non la consiglierei come meta turistica. Una metropoli con 10 milioni di persone e senza una metro! Inquinata, caotica, pericolosa. Una città difficile, in tutti i sensi, difficile da girare, difficile da amare, difficile da capire. Una città il cui cielo è sempre coperto ed offuscato a causa dell’inquinamento e dell’altitudine e dove il sole è sempre nascosto dietro ai picchi della Cordigliera delle Ande. Una città in cui la disuguaglianza è visibile e tangibile, dove zone più moderne con grattacieli e palazzoni grigi, si alternano a quartieri decisamente più poveri, con case fatte di mattoni e tetti in lamiera. Il quartiere della Candelaria, il centro storico, caratterizzato da casette colorate e stradine caratteristiche, è l’unica parte turistica della città, e anche una delle più pericolose, soprattutto di notte. Non fraintendetemi, io ho amato la Colombia, secondo me è uno di quei Paesi che superano alla grande le aspettative, ma non consiglierei di fermarsi a Bogotá per più di un paio di giorni. Se siete interessati comunque a visitarla, cliccando qui trovate una guida che ho scritto un po’ di tempo fa.

3. Ushuaia, Argentina

Ushuaia, Tierra del Fuego, Argentina

Con Ushuaia ho un rapporto di odio-amore, dovuto principalmente a fattori esterni alla destinazione in sé. La prima volta che decisi di andare ad Ushuaia fu per curiosità, per vedere com’è la fine del mondo, infatti questa città argentina della Tierra del Fuego è l’insediamento umano più australe del nostro pianeta. Ancora una volta però, sbagliai periodo. Andai a Luglio, in pieno inverno australe, con la neve che mi arrivava alle caviglie e un vento gelido che soffiava dall’Antartide. A meno che non amiate le esperienze estreme, vi sconsiglio di intraprendere questo tipo di viaggio in inverno, prima di tutto perché molte delle attrazioni che offre la regione sono aperte solo nelle stagioni più calde, come ad esempio “Isla Martilo“, l’isola dei pinguini (che si può visitare solo tra settembre e marzo), per non parlare poi del paesaggio, molto suggestivo anche in inverno, con la neve e i laghi ghiacciati, ma ancora meglio con i colori della primavera o dell’estate, come potei constatare quando andai ad Ushuaia per la seconda volta, qualche anno più tardi, nel mese di Febbraio (fine estate australe). Ancora una volta però, nonostante la stagione giusta, la città non mi convinse del tutto. Sebbene la parte paesaggistica della regione sia meravigliosa, ricca di parchi, laghi, montagne, isole con pinguini, foche e leoni marini, Ushuaia città è un po’ deludente. A metà tra una cittadina svizzera, con i suoi chalet di montagna, i negozi carissimi e gli alberghi di lusso, e la periferia di Buenos Aires, con le case in mattoni, le strade dissestate, i fili elettrici in bella vista. Non fraintendetemi, il sud dell’Argentina è meraviglioso e vale assolutamente la pena fare un viaggio fin laggiù. Ma se vi trovaste nella situazione di dover scegliere una sola meta, (anche perché il sud è molto costoso) vi suggerisco di andare a El Calafate, la zona dei ghiacciai, un po’ più a nord di Ushuaia, non vedrete proprio la fine del mondo, ma assisterete ad uno spettacolo unico ed indimenticabile! Trovate l’articolo sul mio viaggio ai confini della Terra qui

4. Florianópolis, Brasile

Florianopolis, Brasile

Posso dire senza dubbio che questo è stato, almeno finora, il viaggio più deludente della mia vita, non tanto per la destinazione in sé, quanto per tutto quello che mi successe in poco più di una settimana su questa bellissima (così dicono, visto che io l’ho vista nel suo stato peggiore) isola brasiliana: mi riferisco a tormente, alluvioni, un virus e problemi con la polizia di frontiera del Brasile. Non mi dilungo perché ho scritto un articolo proprio su questa esperienza assurda che trovate qui. A prescindere dalla mia personalissima esperienza, si tratta di una destinazione che non consiglierei comunque, a meno che non siate amanti della vita notturna e delle discoteche, visto che Florianópolis è la meta prediletta dei giovanissimi, soprattutto adolescenti, provenienti dalla vicina Argentina. Se cercate lo spirito brasiliano, samba e caipirinhas, non siete nel posto giusto. Questo è il luogo di villeggiatura degli argentini adolescenti, si parla quasi ovunque lo spagnolo, si mangia cibo argentino, si balla cumbia e si beve mate.

5. Chefchaouen, Marocco

Uno dei pochi angoli di Chefchaouen ancora non presi d’assalto dagli influencers

Chefchaouen in Marocco, è una città unica al mondo, particolarissima proprio per il blu che caratterizza tutto il centro storico e molto fotogenica. Ogni scorcio assume sfumature dal celestino al lapislazzuli ed ogni stradina merita di essere immortalata. Questo ovviamente la rende un set fotografico perfetto per tutti gli influencers ed instagrammers che l’hanno letteralmente presa d’assalto negli ultimi anni. Fare un giro nel centro storico, un dedalo di stradine strette, è quasi impossibile, ci si scontra letteralmente con turisti, fotografi, ragazzine vestite come se fossero uscite da una rivista in posa ad ogni angolo e in alcuni punti non si riesce a camminare per il caos. Fare degli scatti decenti diventa un’impresa, bisogna mettersi in fila per scattare una foto nei punti più caratteristici e spesso qualcuno del posto che “gestisce” le file, si fa pagare! Tutti vogliono una mancia: chiedi un’indicazione? Mancia. Chiedi a qualcuno del posto di scattarti una foto? Mancia. Vuoi riservare un posto al ristorante prima che si riempia? Mancia. Tutto si paga e per tutto bisogna fare una fila, insomma, più che in Marocco sembra di stare in un parco divertimenti. Non dico che non mi sia piaciuta, la cittadina è veramente deliziosa, ma la realtà è molto più deludente delle foto. L’articolo completo sulla città blu del Marocco lo trovate qui

6. Francoforte sul Meno, Germania

Frankfurt, Germania

Centro economico e finanziario della Germania e dell’UE, Francoforte sul Meno si trova a circa un paio d’ore di viaggio in autobus da Bonn, città in cui mi trovavo per lavoro quando decisi di visitarla (ebbene sì, ho vissuto anche in Germania). Quello che trovai fu una città grigia e triste, in perfetto stereotipo negativo tedesco, piena di palazzi e grattacieli di vetro, tante banche, ma poca vita. Persino la gente mi è sembrata infelice e spesso scortese nei confronti dei turisti. Inoltre dicono che sia la città meno sicura della Germania, e andare in giro di notte può essere molto pericoloso. Insomma, esperienza da non ripetere.

7. Bruxelles, Belgio

Militari di fronte al teatro dell’opera a Bruxelles

Sono sincera, non sarei mai andata a Bruxelles se avessi dovuto spenderci dei soldi per un biglietto aereo, credo che sia una di quelle capitali un po’ “snobbate”, data la vicinanza di Parigi o Berlino, ma dal momento che mi trovavo in Germania, decisi di approfittare la relativa vicinanza per andare un week-end in autobus. Ricordo che erano passate poche settimane dagli attentati del 2016 alla metropolitana e all’aeroporto, in cui erano morte più di 30 persone e probabilmente per questo motivo la città si era svuotata. Nei ristoranti e nei bar c’era pochissima gente, in giro non si vedevano turisti e prendere una metro praticamente deserta è stato quasi surreale. Per non parlare dei militari armati fino ai denti ad ogni angolo delle strade e davanti a qualsiasi attrazione turistica che incutevano non poco timore. La città è abbastanza piccola ed i punti più interessanti da vedere si raggiungono facilmente anche a piedi. Personalmente, la girai un po’ tutta, ma non la trovai particolarmente stimolante. L’unica cosa che mi entusiasmò di Bruxelles, oltre alla cioccolata e alla patatine fritte (che sono spettacolari!), è la Grand Place, una delle piazze più belle del mondo. Purtroppo, per il resto, la trovai una città abbastanza scialba e senz’anima, forse per il fatto che la maggior parte delle persone che vi abitano sono straniere (Bruxelles è la città più multiculturale d’Europa), visto che è sede di numerose istituzioni europee, dove lavora gente proveniente da ogni parte d’Europa e del mondo. Comunque, se escludiamo i musei e l’Atomium, un’ enorme scultura in acciaio che rappresenta i 9 atomi di un cristallo di ferro, c’è poco altro da vedere.

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