I cibi e le bevande più strani che abbia mai provato

In questi giorni di quarantena, in cui siamo obbligati a rimanere in casa, ho più tempo per pensare, per guardare dentro di me, per fare introspezione e sono giunta ad una conclusione, passiamo la maggior parte del nostro tempo a pensare ad una cosa sola: il cibo. Non è un’esagerazione, pensateci: qual è la prima cosa a cui pensate quando vi svegliate? La colazione! Poi pensiamo a cosa mangeremo a pranzo e il resto del pomeriggio a cosa preparare per cena. Tutto ruota intorno al cibo. Sono sempre stata una buona forchetta, se non si fosse ancora capito, e non ho mai avuto problemi nemmeno all’estero, ho sempre mangiato e provato tutto… ok, quasi tutto. In alcuni Paesi, soprattutto in Colombia, a volte il mio stomaco è stato messo a dura prova, ma difficilmente mi sono tirata indietro. Oggi pensavo proprio ai cibi e alle bevande più strane che abbia mai provato in giro per il mondo, alcuni sembrerebbero disgustosi, ma potrebbero sorprendervi piacevolmente, altri invece sono decisamente disgustosi, ma se siete in vena di sperimentazioni, ecco qualche idea.

1. La cioccolata con il formaggio

Siamo in Colombia. Immaginate che vi venga offerta una tazza fumante di cioccolata calda, buonissima cioccolata colombiana, dolce e cremosa. Immergete il cucchiaino pronti ad assaporare quel liquido paradisiaco, quando percepite nella tazza la presenza di un corpo estraneo, denso, che non riconoscete, così fate riemergere il cucchiaino e una poltiglia di formaggio sciolto, filante, tipo mozzarella emerge dal fondo della tazza. Non è un errore, tranquilli! Il formaggio non è lì per sbaglio, è proprio una scelta precisa quella di immergerlo nella cioccolata, una prelibatezza tipica della cucina colombiana. A quanto pare qui ne vanno pazzi. Io non lo definirei precisamente una squisitezza, ma non è così terribile come si potrebbe pensare, anche perché il formaggio utilizzato non ha un gusto molto forte. Comunque si tratta di un accostamento interessante. A volte la cioccolata al formaggio viene  accompagnata da pane e burro o dalle arepas, le tipiche focacce di mais.

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2. Il tè di coca

Il Tè di coca, o mate di coca, è una bevanda molto diffusa nella zona andina del Sudamerica, dal momento che aiuta a prevenire e combattere i malesseri causati dall’elevata altitudine: mal di testa, nausea, difficoltà a respirare, affaticamento. Nel caso ve lo stiate chiedendo, il tè di coca è legale ed il suo consumo può essere paragonato a quello di tè o caffè. Dimenticate quindi euforia, effetti psicoattivi e allucinazioni: il principio attivo della coca è l’alcaloide cocaina, che nelle foglie fresche si trova in quantità da un minimo di circa 0,3 a 1,5%, una tazza di tè di coca contiene circa 4 mg di alcaloidi. Giusto per fare una comparazione, una linea di cocaina ne contiene tra i 20 e i 30 mg. Ma attenzione, nonostante il basso contenuto di alcaloide il consumo di una tazza di tè di coca può causare un esito positivo ad un test per la droga! In Peru, Bolivia, Colombia e nel nord dell’Argentina il tè si trova facilmente in qualsiasi negozio o mercatino dove si possono acquistare anche le foglie di coca da masticare, le caramelle di coca, e tantissimi altri prodotti, non solo commestibili (come pane, pasta e yogurt realizzati con la farina ottenuta dalle foglie di coca) ma anche medicinali come pomate, pillole e sciroppi. Secondo gli esperti infatti questa pianta contiene proteine, carboidrati, grassi, fibre e vitamine in grande quantità. In alcuni Paesi si sta portando avanti una battaglia anti-droga chiamata “zero cocaina” per depenalizzare la foglia di coca nel diritto internazionale ed esportare tutti quei prodotti che, secondo chi sostiene questa campagna, sono straordinariamente vantaggiosi per la salute. La contraddizione è che coltivare queste piante per uso alimentare o medicinale può servire come una scusa per realizzare piantagioni con uno scopo diverso, cioè per produrre cocaina, questa è una delle principali cause di opposizione alla legalizzazione della coltivazione di questa pianta.

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3. Le formiche “culonas

Originarie della regione di Santander, in Colombia, le “hormigas culonas” sono  insetti dal didietro prominente che vengono tostati, salati e consumati come se fossero delle noccioline. Già le comunità indigene della regione di Santander e dell’Amazzonia se ne nutrivano anticamente e ancora oggi le donne indigene le utilizzano per preparare una salsa piccante: l’ommai, salsa che si accompagna alla carne o al pesce e che per tradizione viene preparata durante i banchetti di nozze perché ritenuta afrodisiaca. Studi scientifici dimostrano che il contenuto di proteine è molto elevato, i grassi saturi sono contenuti ed il valore nutrizionale complessivo è importante. Insomma uno snack nutriente e sano! Quando sono stata a San Gil, nella regione di Santander, vendevano le “culonas” ad ogni angolo della strada e sebbene tutti ne elogiassero i benefici cercando di convincermi a mangiarle, vedere le loro zampette mi faceva abbastanza impressione, quindi ho declinato gentilmente l’invito.

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4. L’Inca-kola e la Colombiana

Una cosa che mi ha sempre stupito del Sudamerica è la quantità spropositata di bevande zuccherate e gassate dai colori fluorescenti che c’è in commercio. Tra le tante, quelle che più mi hanno colpito sono l’Inca-Kola in Perù e la Colombiana Postobon in Colombia. L’Inca-Kola ha un colore giallo acceso (tipo a quello dei detersivi per i piatti) e un sapore di chewing-gum. Si tratta di una delle poche bibite che nelle vendite nazionali hanno superato la Coca-Cola, grazie soprattuto ad un marketing aggressivo ed a prezzi molto economici. La Colombiana Postobon, popolarissima in Colombia, ha invece un colore più aranciato ed ha il sapore della Coca- Cola, ma essendo un prodotto nazionale, secondo la campagna pubblicitaria, incentiva il senso di appartenenza.

5. La pizza hawaiana

Ebbene sì! L’ho mangiata anche io la controversa pizza con l’ananas, chiamatemi pure traditrice della patria. Se c’è una cosa che ho capito abitando in Colombia, è che la sua popolazione ama i sapori contrastanti, il salato va sempre accompagnato da una nota dolce (guarda la cioccolata con il formaggio) e va bene così, chi siamo noi per giudicare? In fondo i gusti son gusti, come si dice. Quindi, visto che mi ritengo una ragazza dalla mentalità aperta, ho deciso di darle una possibilità: sono entrata in una pizzeria di Bogotà e, senza essere obbligata da nessuno, ho ordinato una pizza hawaiana. Si tratta di una pizza composta con una base di formaggio fuso e pomodoro che viene condita con ananas e prosciutto. Curiosità: nonostante il suo nome, la pizza all’ananas non ha origini hawaiane, in realtà, si chiama così in riferimento alla marca di ananas in scatola originariamente utilizzata per creare questo tipo di pizza. Ad inventarla pare sia stato un signore greco emigrato in Canada (quindi non possiamo nemmeno incolpare gli statunitensi per questo). Capisco l’odio che molti provano per questo tipo di pizza per il “sacrilegio” di aggiungere un frutto tropicale come l’ananas ad un piatto tipicamente italiano, ma che ci piaccia o no, la pizza hawaiana è un piatto che va per la maggiore in molti Paesi, quindi inutile arrabbiarsi. Per quanto mi riguarda posso dire che l’ho provata, è mangiabile, ma una volta direi che è stata più che sufficiente.

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6. Il riso al cocco

Per rimanere in tema di sapori contrastanti, un piatto tipico dei Caraibi è l'”arroz con coco“, il riso al cocco che di solito accompagna i piatti di pesce insieme agli immancabili patacones, fette di banana fritta. Ormai abbiamo capito che la cucina sudamericana abbonda in zuccheri, infatti anche in questo piatto che io ho trovato delizioso, il dolce si fa sentire. Si prepara con pochissimi ingredienti: riso, polpa di cocco e zucchero di canna, un sapore decisamente tropicale.

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7. Il Mate

Facciamo un salto in Argentina per parlare del Mate, che non è solo una bevanda, ma un vero e proprio rito. Con il termine “mate” ci si riferisce sia alla pianta, le cui foglie si utilizzano per fare l’infusione, sia al contenitore dal quale si beve, che può essere di legno, di metallo o di plastica, utilizzando una cannuccia di metallo che si chiama bombilla. Il mate si condivide, quindi viene passato tra più persone, di solito amici o famigliari che si riuniscono per una “mateada“, utilizzando una sola bombilla. Il mate ha molte proprietà, è ricco di antiossidanti, (ne contiene circa il 90% in più del tè verde) ed è un energizzante più sano del caffè, dal momento che contiene meno caffeina. Ha effetti diuretici e contiene magnesio e potassio efficaci contro la stanchezza e gli sbalzi d’umore. Il sapore è molto amaro, per questo ad alcuni piace aggiungere dello zucchero. Parlo del mate, insieme ad altre particolarità del popolo argentino nel mio articolo: 15 cose strane dell’Argentina

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8. L’ Agua de panela

Torniamo in Colombia per parlare di una bevanda molto diffusa, l’agua de panela. La panela è un prodotto non raffinato della canna da zucchero, bollito ad alte temperature e lasciato cristallizzare. Alla panela si aggiunge acqua calda e limone et voilà: l’agua de panela è pronta! Il sapore è molto dolce, ma unito al limone è piacevole. Sono state fatte molte asserzioni circa gli effetti benefici dell’agua panela, sulla base di credenze popolari come il fatto che abbia più vitamina C del succo d’arancia, cosa assolutamente falsa, per questo ad ogni raffreddore mi veniva prescritta dai miei amici colombiani. Come dire loro che si tratta solo di una bevanda zuccherata senza alcuna proprietà? Meglio berla e far finta di crederci piuttosto che mettermi contro un intero Paese.

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9. La frutta colombiana

La granadilla, la guanabana, la pitahaya, la guayaba, il lulo, la maracuya e tantissime altre specie di frutta che ho potuto gustare solo in Colombia e che mai avevo sentito nominare prima. Dolcissima, aspra, dalle forme e dai colori più svariati, la frutta colombiana è uno dei motivi che più mi hanno fatto amare questo Paese. Oggi la Colombia è il terzo Paese dell’America Latina per numero di ettari coltivati ad alberi da frutto. Una delle cose che più amavo della Colombia erano i succhi ed i cocktail di frutta freschissimi che si vendevano ad ogni angolo della strada: ogni giorno provavo un frutto diverso. Inoltre andare al supermercato e ritrovarsi davanti al banco della frutta, grande tre volte rispetto a quello cui siamo abituati in Italia, è un’esperienza unica. Una giornata al mercato di Paloquemao, il più grande e fornito di Bogotà, è una vera e propria avventura. Andate con la guida perché non saprete da dove cominciare!

10. Il Ceviche

Un piatto tipico della costa peruviana, ma si può trovare facilmente anche in altre nazioni del Sudamerica come la Colombia e l’Ecuador, è il Ceviche, una specie di sushi sudamericano. Si tratta di un piatto a base di pesce e frutti di mare, crudi e marinati nel limone, conditi con spezie come peperoncino e coriandolo e servito insieme a del mais e della cipolla rossa. Io ne andavo letteralmente pazza!

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