Uruguay: la Svizzera del Sudamerica

C’è un Paese in America Latina del quale non si parla quasi mai, ignorato dai media, perché per lo più pacifico e con poche notizie da prima pagina, annebbiato e quasi schiacciato dagli ingombranti vicini, l’Argentina a sud ed il Brasile a nord, la República Oriental del Uruguay è circondata da un alone di mistero. In Italia ne abbiamo sentito parlare qualche anno fa, quando è diventata una delle prime nazioni a legalizzare le droghe leggere, pochi sanno però che questo Paese del “terzo mondo”, grande come la metà dell’Italia e con poco più di 3 milioni di abitanti, è stato sempre un passo avanti rispetto a noi “mondo sviluppato”. Indipendente dal 1830, qui la popolazione ha ottenuto un’educazione laica e gratuita prima dell’Inghilterra, il voto femminile prima della Francia, la giornata lavorativa di otto ore prima degli Stati Uniti e la legge del divorzio settant’anni prima che entrasse in vigore in Spagna. La storia di questo Paese è intrisa di democrazia e rispetto, la qualità di vita qui è la più alta tra tutti i Paesi del Sudamerica ed il livello di corruzione è il più basso; per tutti questi motivi viene definito la “Svizzera” dell’America Latina. Sicuramente avrete sentito parlare del “presidente più povero del mondo”: Jose “Pepe” Mujica, ex presidente dell’Uruguay, diventato una star internazionale per il suo stile di vita sobrio (donava il 90% del suo stipendio ai bisognosi e aveva rinunciato a vivere nel palazzo presidenziale, preferendo rimanere nella sua piccola fattoria alla periferia di Montevideo) e diventato una specie di idolo per i più giovani grazie ai suoi discorsi su temi d’attualità che spaziano dalla politica, all’ecologia, al cambiamento climatico, che tiene spesso anche nelle università (famosissimo il suo discorso alle Nazioni Unite che può essere ascoltato in rete). Ammetto che, da fan di “Pepe”, non potevo lasciarmi scappare l’occasione di fare un salto da queste parti, visto che da Buenos Aires, basta prendere un traghetto e dopo tre ore di traversata del Rio de la Plata, si raggiunge la capitale: Montevideo.

Montevideo

Sebbene qui vivano più della metà di tutti gli abitanti dell’Uruguay, Montevideo è una città tranquilla, pulita e ordinata, che niente ha a che vedere con le altre capitali del Sudamerica, caotiche e sovrappopolate. Qui la vita scorre lentamente, la gente cammina sorseggiando il mate, con il termos dell’acqua calda sotto il braccio, tutti i negozi sono chiusi di domenica, quando la maggior parte della popolazione va a rilassarsi sulla costa, a passeggio o in bicicletta per la Rambla, la bellissima strada costiera contornata da palme e percorsa da una lunghissima pista ciclabile che costeggia il Rio de la Plata per circa 20 chilometri. Imperdibile il Mercado del Puerto, un tempo il più bel porto del Sudamerica, oggi trasformato in un centro pittoresco e vivace, costellato di ristoranti, parrillas (locali in cui si cucina carne alla griglia) e mercatini dell’artigianato. Da provare assolutamente il chivito, un panino imbottito con la carne grigliata, uova e pancetta, così famoso (e delizioso) da essere considerato il piatto nazionale. L’odore di carne grigliata, proveniente dalle case e dai ristoranti pervade tutte le strade, questo non è posto per chi soffre di colesterolo! La ciudad vieja (la città vecchia) è dominata dalla Plaza Independencia, la più famosa della città, dove sorgono il Teatro Solis, il più antico dell’Uruguay, e l’imponente Palacio Salvo in stile eclettico, costruito da un architetto italiano e alto ben centocinque metri. La città si visita a piedi o, come ho fatto io, in bicicletta ed in poco tempo, un paio di giorni a Montevideo bastano per rilassarsi e ricaricare le batterie, quindi non ci sono scuse per non farci un salto se ci si trova da queste parti.

Curiosità: se pensavate che solo Rio de Janeiro fosse famosa per il carnevale, vi sbagliate di grosso. Proprio a Montevideo si svolge il carnevale più lungo del mondo: dura ben 40 giorni! Una festa che mescola balli, sfilate e musica al ritmo del Candombe, una tradizione musicale importata dagli schiavi africani, ma anche satira di denuncia sociale. Infatti una parte fondamentale del carnevale uruguaiano è la Murga: una parata di maschere in cartapesta accompagnata da canzoni satiriche su temi scottanti d’attualità, solitamente ricche di doppi sensi e denunce di quello che il popolo pensa, ma che spesso tace. Esiste anche un concorso all’interno del carnevale stesso dove la satira migliore viene premiata.

Punta del Este 

La località balneare per eccellenza degli uruguaiani, ma anche degli argentini, è Punta del Este, a pochi chilometri a nord della capitale, la città sorge su una penisola che si immerge nel mare, bagnata da un lato dalle onde impetuose dell’Oceano Atlantico, e dall’altro dall’ampio estuario del Rio de la Plata. Al di fuori della stagione estiva la città è praticamente disabitata (vi abitano circa novemila persone), ma durante l’estate (che qui va da gennaio a marzo) la città diventa la più esclusiva località balneare dell’America del Sud e punto d’incontro del jet set internazionale, personaggi come Shakira qui sono di casa. Famosa per le ville e le mansioni enormi dei più ricchi del Sudamerica, tanto che vengono organizzati dei tour apposta per vederle, e per il casinò, la città è un mix tra Los Angeles e Montecarlo. Dalla costa è visibile la Isla de Lobos, un’isoletta che è dimora della più grande colonia di leoni marini del Sudamerica. Dopo aver trascorso una giornata a Punta del Este, non ne sono rimasta particolarmente colpita: carissima e con poco da offrire dal punto di vista turistico. Ma se passate di qui non perdetevi la Casapueblo, l’unica attrazione che vale veramente la pena visitare. Si tratta della casa-studio del pittore e scultore uruguaiano Carlos Paz Vilarò, una costruzione enorme, a picco sul mare, che risalta bianchissima sull’azzurro dell’oceano. Sorge a pochi chilometri ad ovest di Punta del Este, su una piccola penisola chiamata Punta Ballena.  Casapueblo ricorda i paesaggi del Mediterraneo, le isole della Grecia, non esiste niente di simile in tutto il Sudamerica. Vilarò ha trascorso trentasei anni a costruirla, pezzo per pezzo, stanza dopo stanza, come un enorme puzzle la cui soluzione era solo nella sua testa, e ha vissuto qui fino alla sua morte nel 2014. Oggi la struttura è stata convertita in un hotel-museo. Con 13 piani e 72 appartamenti, ognuno diverso dall’altro, ed ognuno con la sua terrazza privata per vedere il tramonto sul mare, la struttura è unica, una delle opere più complesse che abbia mai visto: una vera e propria opera d’arte. Piccola curiosità: avete presente la canzone che dice “era una casa molto carina, senza soffitto, senza cucina…” sembra che sia stata scritta proprio in riferimento alla Casapueblo, quando nelle prime fasi della costruzione, era solo una casetta senza acqua, luce, né finestre.

casapueblo-uruguai

Colonia del Sacramento

Colonia del Sacramento è un piccolo gioiello da non lasciarsi scappare, si tratta della città più antica dello Stato. Fondata nel 1680 dai portoghesi, venne in seguito reclamata dagli spagnoli che avevano fondato colonie sulla riva opposta, a Buenos Aires. La colonia continuò a passare di mano in mano tra le due corone, fino all’indipendenza dell’Uruguay nel 1828. Il Barrio historico, il quartiere storico, è stato definito patrimonio storico dell’umanità dall’UNESCO. Le sue strade acciottolate, i lampioni che di sera emanano una luce soffusa simile a quella delle candele, le auto d’epoca che ancora sono esposte nelle strade principali, donano all’atmosfera vintage e retro di questa cittadina un tocco di magia. Qui il tempo sembra essersi fermato. Tra le strade da visitare c’è sicuramente la “Calle de Los Suspiros” (via dei Sospiri) tipicamente in stile portoghese, con l’acciottolato originale e le basse case coloniali. La dominazione portoghese ha lasciato inoltre la consuetudine di adornare le facciate delle case con gli azulejos, delle piastrelle di ceramica dipinte di azzurro. Prendere un caffè in uno dei bar di Plaza Mayor, o godersi una paella di mariscos in un ristorantino con vista sul Rio de la Plata è sicuramente tra le cose da non perdere. Colonia si può visitare tranquillamente in giornata, ma non potete lasciarla prima di ammirare uno dei tramonti più scenografici di tutto l’emisfero australe. Il calar del sole sul Rio de la Plata è uno spettacolo unico e appena scende l’oscurità, se il cielo è limpido, in lontananza si intravedono le luci della capitale argentina.

 

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