Colombia: l’unico rischio è quello di non volersene più andare

Vorrei scrivere un breve articolo per rispondere a tutti coloro che ancora si chiedono come mai io sia ancora viva dopo essere stata in Colombia, le stesse persone che mi hanno guardato come se fossi una povera pazza quando ho annunciato che sarei andata a vivere a Bogotà per alcuni mesi. Sfatiamo questo mito una volta per tutte. Notizia del giorno: la Colombia non è pericolosa! Per rispondere a tutte le vostre domande: non ci sono tizi che vanno in giro a rapire persone, né ad ammazzare gente in mezzo alla strada, non c’è il rischio di venir coinvolti nel narcotraffico e gli amici di Pablo Escobar non ti infileranno della cocaina nella valigia quando tu non stai guardando! Con questo, non dico che non ci sono pericoli, esiste il rischio di essere derubati come in ogni altro Paese del mondo (è vero, magari con delle probabilità maggiori rispetto alla Germania o alla Svizzera, a me comunque non è mai successo), ma per evitare situazioni spiacevoli, basta seguire le famose regole del buon senso applicabili ovunque ed in particolare la prima raccomandazione che i colombiani danno ad ogni turista: no dar papaya!” L’espressione che letteralmente si traduce “non dare papaya (il frutto)”, in realtà significa non dar modo, non ostentare ricchezza, non attirare l’attenzione, insomma non andarsela a cercare! Se andate in giro con un rolex al polso, borsa firmata e ipad in mano, sappiate che state “dando papaya” e come si dice dalle nostre parti: “l’occasione fa l’uomo ladro”, quindi attenzione! Ma a parte questo, non ci sono veramente grandi pericoli. Sentirete parlare di guerriglia, ma solo al telegiornale o nelle chiacchiere da bar: gli scontri infatti sono limitati ad alcune zone remote della Colombia, lontano da luoghi turistici (inoltre in questo momento è in atto il processo di pace) e nessuno verrà mai a vendervi della cocaina, anzi quasi sicuramente non vedrete mai della droga! (a meno che non l’andiate a cercare)

La Colombia ha tanto da offrire: è l’unico Paese sudamericano ad affacciarsi, con le sue spiagge bianchissime, sul Mar dei Caraibi, e contemporaneamente sull’Oceano Pacifico, mentre al suo interno ospita la foresta amazzonica e una parte della Cordigliera delle Ande. Qui troverete i più svariati climi e paesaggi, dalla neve perenne delle Ande, alla barriera corallina, dai deserti alle savane immense fino alla giungla che arriva al Rio delle Amazzoni. Non per niente il realismo magico è nato qui dalla penna di Gabriel Garcia Marquez che scriveva di amori contrastati tra realtà e fantasia, storia e leggenda. La Colombia è l’unico posto in cui troverete una cattedrale scolpita nel sale, una laguna a tremila metri d’altezza, comunità indigene che vivono nella giungla e la più grande varietà di frutta al mondo: qui potreste decidere di mangiare un frutto diverso al giorno per un mese! Viaggiando per il Paese, attraverserete piantagioni di caffé, di cui la Colombia è secondo esportatore al mondo dopo il Brasile, ma anche immensi campi di canna da zucchero, frumento e manioca. Un paesaggio così vario che non vi stancherà mai!

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Bogotà vista dal mirador di Monserrate a 3.127 metri d’altezza

La capitale, Bogotà, con i suoi 10 milioni di abitanti è una delle metropoli più in crescita del mondo (oltre il 60% della popolazione ha meno di 28 anni!) ed è una città ricca di contrasti, dai grattacieli della zona più moderna, alle case coloniali del centro storico, ma anche ricca di cultura, con le sue caffetterie, università, musei e teatri. Ok, non c’è la metropolitana e si rischia di rimanere imbottigliati nel traffico per ore, ma si sono organizzati con un sistema di trasporto pubblico tramite autobus i quali viaggiano su corsie preferenziali che, per quanto non sia perfetto, funziona in maniera molto simile ad una metro. Inoltre ogni sabato, domenica e festivi ben 121 km di strade principali vengono chiuse al traffico ed aperte esclusivamente a pedoni e ciclisti, oltre che ai venditori di frutta, arepas (focacce fatte con farina di mais), dolci, empanadas, buñuelos (frittelle al formaggio), ecc. Così ogni fine settimana i clacson e i tipici rumori del traffico spariscono, sostituiti dai campanelli delle biciclette, dalle grida dei bambini e dei venditori ambulanti che fanno di tutto per attirare l’attenzione della gente: “Mango! Mango! Mango! Solo 1000 pesos!” Se poi siete stanchi della città e volete fare un escursione in mezzo alla natura potete fare una camminata fino al mirador del santuario di Monserrate a 3.127 metri d’altezza, da dove avrete una vista di Bogotà che vi toglierà il fiato. Oppure, a pochi chilometri dalla città, potete passare un paio di giorni in una delle cittadine coloniali della cordigliera, villaggi che sembrano fermi nel tempo, con le strade acciottolate, i portici e le case in stile spagnolo, abitati da popolazioni cordiali e ospitali, come Villa de Leyva o Guatavita, piccoli gioielli nascosti nelle Ande.

Insomma, è tutto molto diverso dalla realtà stile Narcos che vi aspettavate, no? Forse vi ho un po’ deluso: -Ma come!? Niente sparatorie, né inseguimenti tra la DEA e i cartelli di droga? Lo so…mi dispiace, ma l’unico rischio che si corre in Colombia, è quello di non volersene più andare!

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