Sin mapa: un viaggio in Sud America

Lima, Perù

I turisti non sanno dove sono stati, i viaggiatori non sanno dove stanno andando. 

Questa è la storia di un viaggio per cercare di capire un continente considerato troppo ricco per essere povero e troppo povero per essere ricco. Colombia, Perù, Bolivia, Argentina, Cile, Uruguay sono Paesi estremamente diversi tra loro ma anche profondamente uniti dall’orgoglio che caratterizza i loro popoli e dal sentimento di fratellanza che li unisce.

Da dove cominciare? Forse dalla stirpe indigena più antica del continente: i Kogui della Sierra Nevada di Santa Marta, o dall’allegria della gente dei Caraibi, oppure dai rituali per la Pachamama di una comunità che vive a 4000 mt d’altezza su un’isola del Lago Titicaca in Bolivia. Ma no… cominciamo da dove tutto ha avuto inizio, dalla terra degli Inca: il Perù.

La nostra avventura in Perù inizia il 27 Giugno 2015 quando il volo diretto della compagnia low-cost “Viva Colombia” atterra a Lima e sin dall’aeroporto iniziamo a sentire l’odore del mare e la sensazione di umidità e di sale sulla pelle. Io ed i miei compagni di viaggio, Federica ed Emil, non ci possiamo credere: finalmente, dopo aver vissuto per 5 mesi a Bogotà, dove la temperatura non è mai salita oltre i 15 °C, iniziamo a ricordarci com’ è la percezione del caldo. Sin dall’aeroporto mi sembra di respirare meglio, di avere finalmente tutto l’ossigeno di cui il mio corpo ha bisogno. Non fraintendetemi, amo Bogotà e le Ande sono meravigliose, ma vivere a duemila metri d’altezza non è l’ideale per chi è nato a pochi chilometri dal mare.

Arriviamo di sera, quindi decidiamo di andare subito in ostello. Non appena il taxi si avvia sulla strada principale di Lima, rimaniamo bloccati nel traffico, ma a questo ormai siamo abituati, il traffico è il biglietto da visita delle metropoli sudamericane. Federica, che con la sua solita parlantina allegra già è diventata amica del taxista, si fa consigliare cosa c’è di bello da vedere a Lima ed io chiedo se sia una città sicura, a questo proposito l’autista ci ferma subito quando proviamo ad aprire il finestrino dell’auto per far entrare un po’ d’aria: “Non vorrete mica essere rapinate!” Appunto, domanda stupida da fare in una capitale sudamericana! L’ostello si trova nel quartiere commerciale di Lima: Miraflores, una zona di hotel, grattacieli e negozi, proprio lungo la costa dell’oceano. Avendo come termine di paragone Bogotà, questo ci sembra il paradiso, finalmente avremo sole, mare e spiaggia! In realtà non sarebbe andata proprio così…

Il giorno seguente lo dedichiamo alla visita della città. Il centro di Lima, in stile coloniale, è considerato patrimonio mondiale dell’ Unesco: le case colorate ed i balconi in legno intagliato contrastano con il cielo perennemente bianco, (e noi che ci eravamo illusi di vedere finalmente il sole!) Una foschia densa, a volte fastidiosa, dovuta all’umidità ed alla mancanza di pioggia impedisce il passaggio della luce diretta del sole. Proprio così, qui a Lima non piove mai, si tratta infatti dell’area metropolitana più arida al mondo e le temperature variano tutto l’anno dai 18 ai 25 gradi, facendo sì che la città si trovi in una primavera perenne. A causa della mancanza di precipitazioni, la città è circondata dal deserto: il deserto di Atacama, il più grande del Sud America.

La “città vecchia” è una parte molto interessante da visitare, mantenuta in buono stato, pulita e, nonostante gli avvertimenti del nostro amico taxista, ci sembra abbastanza sicura (almeno rispetto a Bogotà). Visitiamo la Plaza de Armas, dove si trova il palazzo del congresso, la chiesa di Santo Domingo ed il convento di San Francesco. Decidiamo di fermarci a pranzo in un ristorante che ci ha consigliato il proprietario dell’ostello ed ovviamente non possiamo non provare il piatto tipico di Lima: il ceviche. Si tratta di una ricetta a base di pesce e frutti di mare crudi e marinati nel limone, una sorta di sushi latino! Il tutto condito con alcune spezie come il peperoncino ed il coriandolo e accompagnato da mais tostato, cipolla e patate dolci. Una delizia!

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